NEXT MEETING

MILANO/ Nobodys Indiscipline
17-21 aprile 2017
info/ Nobodys Indiscipline Milano

OSLO/ Dansens Hus
7-11 DECEMBER 2016
info/ Nobody's dance- Oslo

MILANO/ Sprint- Indipendent publishers and Artists' Books Saloon Milano '16
25-27 NOVEMBER 2016
info/ Nobody's Publication- Milano

BRUXELLES/ The New Space
14-18 NOVEMBER 2016
info/ Nobody's Indiscipline- Bruxelles

SANTARCANGELO FESTIVAL 2016/ NOBODY'S INDISCIPLINE/
PIATTAFORMA APERTA PER LO SCAMBIO DELLE PRATICHE PERFORMATIVE/

Concept Eleanor Bauer, Alice Chauchat, Ellen Soderhult
Organizzato per Santarcengelo Festival 2016 da Annamaria Ajmone, Mara Oscar Cassiani, Sara Leghissa, Paola Stella Minni
Con il supporto di Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza 2016

Gli artisti che hanno messo a disposizione il loro spazio di lavoro per Nobody's Indiscipline: Nicola Galli, Marco D'agostin, Juan Pablo Camara e Michele Rizzo, Massimo Conti e Marco Mazzoni/ Kinkaleri, Eva Geatti/ Cosmesi, Daniel Blanga Gubbay e Livia Andrea Piazza/ Aleppo, Marco Valerio Amico/ Gruppo Nanou, Francesca De Isabella e Sara Leghissa/ Strasse, Leonardo Delogu e Helene Gautier e Valerio Sirna/ -DOM, Ivana Muller, Riccardo Fazi/ Muta Imago, Mara Oscar Cassiani

info/ http://santarcangelofestival.com/


NOBODYS INDISCIPLINE#5_MILANO/ 18-22 APRILE 2016

NOBODY'S BUSINESS DANCING NOBODY'S DANCE/
PIATTAFORMA APERTA PER LO SCAMBIO DELLE PRATICHE PERFORMATIVE/

Hard times require furious dancing, Each of us is proof.

Concept Eleanor Bauer, Alice Chauchat, Ellen Soderhult
Moderato in Italia da Eleanor Bauer, Sara Leghissa
Organizzato per l’Italia da Annamaria Ajmone, Elisabetta Consonni, Elisa Ferrari, Francesco Laterza, Sara Leghissa
Documentazione video Luca Chiaudano, Maria Giovanna Cicciari
Coproduzione Aiep-Ariella Vidach, C.L.A.P.Spettacolodalvivo
Supportato in Milano da MACAO, AIEP/ Did Studio, Circolo Everest, Apache/MTM Teatro Litta, Spazio O’

Con Annamaria Ajmone, Eleanor Bauer, Emanuele Braga, Glen Caci, Ilenia Caleo, Biagio Caravano, Mara Cassiani, Maria Giovanna Cicciari, Luca Chiaudano, Elisabetta Consonni, Marzia Dalfini, Francesca De Isabella, Simone Evangelisti, Elisa Ferrari, Nassia Fortouni, Maddalena Fragnito, Giulia Franceschini, Chiara Frigo, Jacopo Jenna, Francesco Laterza, Sara Leghissa, Paola Stella Minni, Roberta Mosca, Camilla Pin, Cristina Rizzo, Michele Rizzo, Valerio Sirna, Davide Tidoni, Ariella Vidach

Tempi duri richiedono danze furiose.
ognuno di noi ne è la prova.
E questi sono tempi entusiasmanti.
Nobody’s business è in alto, è metaforicamente in esecuzione, e sicuramente danzante.

*english version below

 
Nobodys business è una piattaforma di ricerca aperta ad artisti locali e internazionali, per lo scambio di pratiche nell’ambito della performing arts. L’ambizione del progetto è facilitare la produzione e la distribuzione dei saperi in maniera non esclusiva, ma attraverso lo scambio collettivo delle pratiche e la loro documentazione. Nobodys business intende generare l’incontro tra artisti professionisti, al fine di praticare, scambiare, usare e sviluppare le pratiche di ciascuno, e mira a creare e far proliferare situazioni laterali, in cui avvenga uno scambio d’informazioni e il loro approfondimento, a parità di condizioni e al di fuori delle economie verticali alla base di laboratori e processi di creazione. Crediamo infatti che il progresso della conoscenza avvenga maggiormente se si pensa insieme, piuttosto che da soli.

“Nobodys” è una deliberata negazione d’ideologie di proprietà, imprenditoriali e individualiste, le stesse che solitamente condizionano il nostro lavoro collettivo e artistico. Nobodys cerca sostegno e visibilità fondandosi come collettivo di produzione di conoscenza ed è interessato a quelle pratiche in cui il performer è un mezzo e non un fine, portatore di qualcosa d’altro rispetto alla sola esibizione di sé. Ogni pratica può essere condivisa per il tempo necessario e va condivisa l’origine della pratica: da dove arriva e che storia ha.
Le pratiche condivise in ogni incontro sono documentate e archiviate nel sito internet di Nobody business, affinché possano essere utilizzate e sviluppate da altri. La scelta di firmare l'evento come "Nobody" sottolinea la non titolarità delle idee, delle conoscenze, delle pratiche, ma non intende cancellarne la storia. La documentazione è anzi un aspetto importante del progetto, per cominciare a tracciare e accreditare la genealogia delle fonti e le influenze che esse hanno all'interno delle arti performative contemporanee. Sottolineando la necessità di un tempo e di uno spazio condiviso, Nobody’s business contempla la presenza dei partecipanti, ma supporta anche la condivisione di conoscenze degli assenti, attraverso un database online che documenta le pratiche condivise in ogni riunione.

Ad ora, circa 20 artisti hanno aderito alla chiamata su Milano, attraverso un invito informale e un passaparola tra persone che si conoscono e non si conoscono, in modo da favorire l’incontro di linguaggi differenti e un loro tentativo di comunicazione. La diversità è un criterio fondamentale alla base degli incontri, in modo da creare un ambiente ricettivo e poliedrico, in cui la fruizione tra i diversi modi di lavorare e di pensare possa generare la scoperta di nuove forme e l’espansione degli orizzonti artistici di ogni partecipante.

Nello specifico, gli incontri di Milano avverranno ogni giorno in uno spazio differente, nell’intento di mettere in moto un attivismo esplorativo rispetto alla città ospitante. Cambiare spazio permette inoltre al progetto di non identificarsi con un luogo, e costringe alle proposte ad adattarsi e riorientarsi, in modo da innescare un dialogo in cui è lo spazio a suggerire determinate pratiche e scoraggiarne altre.

E’ possibile venire a praticare le proposte condivise.
La partecipazione è libera e gratuita ma i posti sono limitati e varieranno a seconda della disponibilità dello spazio.
Per aderire è necessario inviare una e mail a: nobodysdancemilano@gmail.com

La pubblicazione live di Nobody’s business permette che le pratiche e le idee siano esse stesse in trasformazione o si adattino ad altre discipline, grazie al potenziale dei visitatori che guardano e che recepiscono le pratiche attraverso il loro sguardo. Infine, l’audience/pubblico che partecipa alle sessioni è una forma di sviluppo del pubblico, per cui il pubblico è invitato a seguire il processo di come lavoriamo, ci muoviamo, e pensiamo insieme.

Nobodys buisiness dancing Nobodys dance/ dal 18 al 22 aprile 2016- dalle 14.00 alle 19.00
Gli spazi che supportano e ospitano il progetto sono:

-lunedì 18 aprile: Macao, Viale Molise 68
-martedì 19 aprile: Ariella Vidach /AiEP - DiDstudio, via Procaccini, 4
-mercoledì 20 aprile: Circolo Everest, via Sant'Anna, 4- Vimodrone
-giovedì 21 aprile: Cavallerizze MTM Teatro Litta, corso Magenta, 24
-venerdì 22 aprile: Spazio O', via Pastrengo, 12

PHOTO NOBODYS INDISCIPLINE/ MILANO BY LUCA CHIAUDANO CC BY-NC-SA 4.0

ENG/

Hard times require furious dancing, Each of us is proof.*
And these are exciting times, because Nobody's Business is up, metaphorically running, and most definitely dancing.

Nobody’s Business is an open-source platform for the sharing of artistic practices in the Performing Arts. Nobody’s Business exists to create space for lateral exchange, outside of the economies of workshops (wherein the information is generally unidirectional) and creations (which are usually supported via single authors and pieces). Nobody’s Business is a format in which professional artists can meet on equal grounds to share our practical tools and knowledge, to inspire and feed each other, to foster the proliferation of information and thereby support each others work and the general advancement of the field. Diversity is a criterion in our gatherings, in order to create a catalytic environment wherein frictions between different ways of working and thinking can support the discovery of new forms and expansion of each participant’s own artistic horizons. In contemporary art, where the “new” is in demand, we seek confrontation with what each of us does not already know, in order to bring all participants farther together. As in an academic or scientific conference, we recognize that the advancement of knowledge is necessarily supported by thinking together, rather than alone. In order to foster continuity and community within our freelance, volatile, individually organised and precarious conditions, we seek sustainable and sustained sharing of practice and knowledge by regular doing-together which is supported with equal pay for all participants and regular space and time for meeting.
Nobody’s Business is “Nobody’s,” as a deliberate negation of the individualism that contemporary neoliberal and hyper-capitalist economic realities impose upon our lives. We want to affirm that the performing arts, movement, speech, dance, action, are all things that belong to Nobody, but rather are activated by and pass through each of us. We choose to sign the event anonymously as “Nobody’s” in order to emphasise the non-ownership of ideas, knowledge, or practice, but we do not intend to erase history. To the contrary, we are interested in elucidating and mapping the movement of information within the field. Documentation is therefore an important aspect of the project, for us to begin to trace and accredit the genealogy of sources and influences within contemporary performing arts. Emphasising the necessity of shared time and space, Nobody’s Business is about presence, but also supports the sharing of knowledge with those absent via an online database of the documentation of practices shared in each meeting.
Nobody’s Business also reaches beyond the walls of the studio by considering each meeting a “publication” (as the act of making public) within its own medium (performance), with an open-studio policy wherein the public is invited to attend the practice sessions as observers. We do this to affirm that performing always implies an audience and that performing is always happening on various registers, and to include this in our concept of practicing performance together. The live-publication of Nobody’s Business also allows that the practices and ideas are adapted by other disciplines, from the potential of visitors watching and transposing practices into their own media. Finally, public viewership of the sessions is a form of audience development, whereby the public is invited in to the discourse and process of how we work and move and think together.
We have so far initiated week-long sessions of Nobody’s Dance in Stockholm, Brussels, Berlin, Copenhagen, and Milan, where will be since 18 to 22 of april. We are in conversation with spaces in Oslo, Helsinki, Reykjavik, Essen, Athens and Vienna.

If you are a performing artist interested to join a week of shared practice in your own city, or if you have a space and you wish to host a session of Nobody's Business there, email us at nobodysdance@gmail.com

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2015/
8-12/12/2015 - DOCH & Weld; Stockholm, Sweden

2016/
25-29/01/2016 - Kaaitheaterstudio’s; Brussels, Belgium
15-19/02/2016 - Dock 11; Berlin, Germany
21-25/03/2016 - The Danish National School of Performing Arts; Copenhagen, Denmark
18-22/04/2016 – Macao, Manifatture Teatrali Milanesi, Circolo Everest, Did Studio, Spazio O’; Milan, Italy
5-9/12/2016 (date TBC) – (location TBA); Oslo, Norway

INFO E DOCUMENTATION/
WEBSITE NOBODYS BUSINESS