THE END- TRILOGIA DELLA FINE
La trilogia della fine è una ricerca sul tempo e sulla sua materializzazione.
Ogni parte si compone di un momento in sala e un momento che ha luogo nello spazio pubblico.
La trilogia della fine è un invito ad assistere ad appuntamenti con la realtà che accadono in momenti precisi della giornata, a prescindere da noi.
Il tempo della fine è un tempo di trasformazione percepibile: la transizione da uno stato ad un altro appartiene alla ciclicità degli avvenimenti, che si compiranno comunque e inevitabilmente, con o senza il nostro arrivo.

THE END
PARTE I


project Strasse and Lotte van den Berg concept F. De Isabella e Sara Leghissa created by F. De Isabella, Sara Leghissa in collaboration with Lotte van den Berg with Marco D’Agostin dramaturg support Valentina Cicogna promotion Giulia Messia, executive production Eleonora Cavallo
a production by Strasse in collaboration with Third Space (Amsterdam), THE END has received a Writing aid by the IN SITU platform, in the frame of the ACT project, co-funded by the Creative Europe Programme of the European Union.
Strasse is associated artists at Triennale Teatro dell'Arte in Milano for the period 2017/2019

Che cosa significa fine per te?
Strasse si pone questa domanda calandosi nella vita quotidiana di ogni luogo alla ricerca di finali possibili, creando una serie d’inquadrature oggettive alle quali potrebbero seguire i titoli di coda. Nonostante i suoi confini siano difficili da vedere, esiste sempre un punto da cui puoi guardare la fine

Prima fase della Trilogia della fine e nata in collaborazione con Lotte van den Berg, THE END -parte I è una performance che investe lo spazio pubblico e che potremmo definire documentario di osservazione senza telecamera.

C’è qualcosa di profondamente commovente nel momento della fine, qualcosa che si lega alla nostra capacità di percepire il tempo. Durante una situazione cui siamo invitati ad assistere, i parametri cambiano, le immagini si rinnovano, cambia la percezione dello spazio, la quantità di luce, la densità delle presenze. La fine è parte della nostra vita quotidiana, si compone di appuntamenti sempre identici che giorno dopo giorno ricominciano, si ripetono e riconcludono. La ripetizione, la ciclicità, la stratificazione, sono elementi che caratterizzano la prima parte della trilogia.

THE END- un altro modo per dire la fine
PARTE II

project Strasse and Lotte van den Berg concept F. De Isabella e Sara Leghissa created by F. De Isabella, Sara Leghissa in collaboration with Lotte van den Berg with Benno Steinegger dramaturg support Valentina Cicogna, Marco D’Agostin promotion Giulia Messia, executive production Eleonora Cavallo a production by FOG Triennale Milano Performing Arts and Strasse with the sustain of Next - Laboratorio di idee per la produzione e distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo di Regione Lombardia in collaboration with Third Space

“Come le persone ti adorano, finiscono anche di adorarti. […] Non provieni da niente, non arriverai a niente. Guidi, facendo passare il tempo. Adesso sei qui. Sono le 7:43. Ora sei qui. Sono le 7:44. Ora stai andando.”
Synecdoche, New York, Charlie Kaufman

ENG

“As the people who adore you stop adoring you; […] Not coming from any place, not arriving any place. Just driving, counting off time. Now you are here, at 7:43. Now you are here, at 7:44. Now you are gone.”
Synecdoche, New York, Charlie Kaufman

What does the end mean to you?
Strasse ask that question immersing themselves in everyday life in search of possible endings, creating a series of objective shots that could be followed by ending titles.

Urban space is the place where Strasse’s and Lotte van den Berg’s artistic processes intersect. The Milan-based collective develops site-specific projects using the language of cinema as a filter to create frames of everyday life; the Dutch director is engaged in a research on the relationship between the planes of physical reality and of imagination. This encounter has led to the creation of THE END.

Strasse, in collaboration with Lotte van den Berg, create a performance which occupies the public space, a documentary of what is observed, without a camera. The spectators, walking through the city, are invited to look at certain scenes, adopting a precise point of view, which guide and orient the gaze of the audience towards a series of endings extracted from everyday life. The focus is on moments of daily life which correspond to finales. The participants are immersed in scenes which take place in the city, moving from frames of mass action to more intimate and personal moments.

There is something of deeply moving in the ending moment, something that is linked with our capacity to perceive the time. As the time, the end is fluid and transient. As the time, the end has a duration. Urgent and universal, the end concerns any natural phenomenon, physique, biological, psychic, emotional.
The end produces transformation. While something ends with the end, something starts with the end. The end is not central to the phenomena, but it’s lateral. Sometime the end is hiding, its boundaries are difficult to see, but there is always a point from which you can look at the end.

2017

THE END
PARTE PRIMA- PREMIERE
22-23-24/09/2017> Terni festival

2018

THE END- un altro modo per dire la fine
PARTE SECONDA
PREMIERE
3-13 aprile> Triennale Teatro dell'Arte> Milano
www.triennale.org

THE END
PARTE PRIMA
Strasse feat Lotte van den Berg
14-15 settembre> Short Theatre - Roma
www.shorttheatre.org

THE END
PARTE PRIMA
Strasse feat Lotte van den Berg
23-25 agosto> Far Festival - Nyon
www.festival-far.ch

THE END
PARTE PRIMA
Strasse feat Lotte van den Berg
18-20;26-27 luglio> Bolzano Danza
www.bolzanodanza.it